LUCIO VINCIARELLI
attore & scrittore
 
Lascia un Pensiero per Lucio

Francesca francesca_pulice(at)libero(dot)it 23/06/2010 22:33:58
Mi manca la tua presenza a Gubbio, quando torno. Manca la tua voce, manca la tua conversazione, manca la tua bicicletta, il tuo sorriso. Dopo tanto tempo mi sembra ancora così strano che non ti vedrò più...
Gianni gimenic(at)libero(dot)it 15/06/2010 11:03:56
mi manchi, Lucio... come mi manca Laura... come mi manca Pino. A tutti e tre ho fatto almeno una volta da tappeto musicale: l'impronta che anche tu m'hai lasciato addosso è indelebile. Ciao.
sergio sergiorossi67(at)libero(dot)it 22/05/2010 13:25:42
Era una bella giornata di sole, limpida, gli uccelli volavano alti nel cielo e stranamente nel Borgo di Santa Lucia c’erano poche macchine e pochi lavori in corso, si udiva solo qualche voce che proveniva dal vicino bar. Era una tipica giornata primaverile. Avevo appena finito di patinare un vecchio comò, un vecchio mobile di poco valore, quando vidi arrivare Lucio. Si chiacchierò un po’ e decidemmo di uscire dalla bottega per approfittare dei tiepidi raggi di sole e della tipica aria primaverile di Gubbio, quella che si respira in Maggio. Continuammo a parlare delle solite cose, della politica, del teatro, della musica e delle donne. Avevo ancora il pennello in mano, il pennello dei piccoli ritocchi, quando colsi sul viso di Lucio una bella luce, una luce che mi piaceva, che mi ispirava. Entrai nella bottega e presi il primo pezzo di carta che trovai e il “buzzetto” della patina noce: -Lucio, ‘nte move che te fo’ ‘n ritratto-dissi , e così in cinque minuti uscì fuori questo disegno (http://www.facebook.com/#!/photo.php?pid=30659428&id=1147131346&ref=mf), un po’ approssimativo e bizzarro nella tecnica, ma sincero. Un modesto schizzo per un grande artista, un grande uomo e soprattutto un grande amico. Ciao Lucio!
Sergio
anna adellaguardia(at)alice(dot)it 15/11/2009 19:28:24
ciao, sei aNCORA VIVO?
CHIAMAMI,PERCHE' CON GRUPPO DI AMICI E CON MARCO ABBIAMO APERTO, VERAMENTE DAL 3- DICEMBRE, UN LOCALE DOVE SI FA' ARTE E CUCINA, SE VIENI DA QUESTE PARTI POTRESTI PROPORRE QUALCOSA E NELLO STESSO TEMPO ORGANIZZARE ANCHE UNA CENA
CHIAMAMI......
TI HO VISTO IN UNA VECCHIA PUNTATA DI DON MATTEO, NELLA SERIE NUOVA CI SEI?
UN GROSSO BACIO
ANNA
carlo carloambrogi2(at)virgilio(dot)it 28/09/2009 09:20:35
Caro Lucio, mi manca la tua presenza, la possibilità di parlarti, soffro all'idea che non ci rivedremo mai più, almeno su questa terra (di là, chissà). Affido a questo luogo così pubblico e riservato insieme (in fondo ora siamo soli qui io e te) il mio personale dolore, assai poco lenito dal tempo. A questo punto probabilmente avrei citato, chiacchierando con te, La Camera verde di Truffaut, e la fatale facilità con cui dimentichiamo chi non c'è più. Spero che le persone che si incontrano qui (ignoravo finora l'esistenza del sito e della possibilità di lasciare un pensiero) vogliano unirsi per fare qualcosa in tuo ricordo, qualsiasi cosa, da una cena ad uno spettacolo.
milena 01/09/2009 03:16:58
torino: tu ancora alle Poste insoddisfatto ed io troppo giovane.....
....ed ora conservoil tuo ultimo messaggio sul telefono senza poterti rispondere....
un abbraccio
laviadimezzo gubbiofilmfest(at)gmail(dot)com http://www.myspace.com/laviadimezzo 17/06/2009 21:13:12
l'associazione culturale "laviadimezzo" è lieta di annunciarvi che durante la serata del due luglio, in occasione del GubbioFilmFest, si terrà un omaggio per Lucio. chiunque volesse partecipare tramite un ricordo o portando un pò della sua arte, può farlo contattandoci a gubbiofilmfest@gmail.com o telefonando al 338223739.
questo vuol essere un sentito omaggio per l'uomo e l'artista, per l'amico e il maestro.
in attesa di una vostra partecipazione vi salutiamo con affetto.

ciao Lucio...
marco fanucci marcofanucci(at)libero(dot)it 11/05/2009 20:53:09
Qualche volta vengo qua, rileggo qualcuna delle tue poesie, guardo un po' delle tue foto e penso a quello che ci saremmo detti se fossimo stati sprofondati sulle sedie del bar Jolly. Cose così, cose di tutti i giorni: come va il mondo, quanto hai scritto, come mi sta sulle palle quello, da domani mi metto a dieta, per diventare famoso ci vuole il logo, ma dài rilassati, oh Fanucci, non è ora che ti trovi una ragazza?, sedici anni che sono tornato da Torino, eccetra, eccetra.
Ma proprio lo dicevi tu eccetra, intercalavi spesso con eccetra, poi ti fermavi, quindi ricominciavi da un altro capo. Vedevi le cose ancor prima di averle pensate. Anche con il corpo. Per questo eri un attore, perché tu ragionavi con il corpo. Le parole non bastavano alle tue visioni. La tua era un'intelligenza a cuneo, entrava, fendeva e stupiva. Spesso io parlavo, straparlavo, ti inondavo di parole per dare forma a un pensiero, a un'immagine. Faticavo, mi incartavo, poi arrivavi tu e trovavi la chiave. Ma non ci arrivavi con le parole. La forza della visione che stava dentro di te ti spingeva oltre tutte le mie povere e inutili parole.
Lucio, tu mi hai insegnato che il più sta nel meno, che qualunque genere di attività intellettuale basata sulla creazione non può prescindere dalla sottrazione.
Basta così, anche se avrei voglia di sottrarre tutto il bello del mondo per aggiungere un altro pomeriggio al bar jolly con te.
Francesca Mengoni 19/04/2009 15:35:46
Negli ultimi tempi eravamo lì a pizzicarci con nell'aria qualcosa di irrisolto. Tra me pensavo che prima o poi avremmo parlato con calma per chiarire. Invece non è stato possibile.
Mi hai insegnato tante cose Lucio, mi hai dato uno spiraglio di conoscenza altra, un respiro più ampio, un sollevarsi della mia anima. Spero veramente che Gubbio ed i suoi abitanti sappiano valorizzare il tuo lavoro teatrale, i tuoi scritti provocatori, ironici. Spero che Gubbio ed i suoi abitanti si prendano un impegno e ti rendano onore, perché in quello che ci hai lasciato ci fai crescere ed è utile per noi e per le prossime generazioni.
Grazie Lucio.
Filomena 09/04/2009 12:38:25
Ciao cuginetto preferito…
a questo punto mi sentirei rispondere “Ah! Figuriamoci gli altri”.
Nonostante il tempo che inesorabilmente corre, ogni volta che passo davanti al Bar Jolly, istintivamente mi sorprendo a cercarti con lo sguardo. Mi aspetto, di vederti seduto al tavolino centrale con il tuo immancabile libro. E subito mi viene di organizzarti il solito scherzetto che tanto ti infastidisce: passare da dietro, senza farmi vedere, per darti i bacini sul collo. Tu, falsamente (spero) scocciato, mentre con la mano mi scacci come una mosca, ti volti per dirmi “Lascia gi!”
Poi mi saluti “Come va parente? E si fanno quattro chiacchiere, mai banali.
Mi colpisce il candore, quasi infantile, della tua anima che non riesce ad arrendersi all’evidenza della pochezza umana, dei triti, piccoli e meschini interessi particolari che sotterrano il genio delle tue idee (A buon intenditor…).
Il tuo è un candore disarmante, così raro. Ciononostante, anch’io, solo per volerti più corazzato di fronte alla spietatezza del mondo, ti ripeto: “Lucio è triste, però bisogna accettare il fatto che funziona così”.
Fortunatamente tu non ci pensi proprio ad “accettare”. D’altronde perché dovresti. Sei una magnifica aquila nata per volare…molto in alto.
Franco Baccarini 03/04/2009 20:58:16
Mi mancano le serate tirate fino a tardi con Lucio in "piazzetta sant'Antonio" o seduti al Jolly, a chiacchierare di teatro, di cinema e di fiction; ma anche, se non soprattutto, di vita. Di progetti e di fantasie, tra ilarità, improvvise tristezze, dolce malinconia, episodici lampi di gioia che si affacciavano in quegli occhi candidi come quelli di un bambino. Una sera Lucio, che aveva letto un bell'articolo su di lui - non firmato dall'autore - all'interno di un prestigiosissimo portale di cinema, mi chiese se l'avessi scritto io. Letteralmente, mi disse: "Ho pensato che se parlano di me in un sito così importante, può essere solo opera di Franco, che è un amico e mi vuole bene". Glielo dissi che non ero stato io. Oggi voglio ricordargli (perché sono sicuro che ci stia leggendo; anzi, penso che lo stiamo distraendo da qualche nuova idea che gli frulla per la testa, e che - quasi sicuramente - non porterà mai a termine) che non eravamo (anzi, non siamo!) in pochi a volergli bene, compreso chi - come l'autore di quel pezzo - non aveva mai avuto la fortuna di conoscerlo personalmente. Figuriamoci noi, che quella fortuna l'abbiamo avuta!
Maria Giulia mgnuti(at)yahoo(dot)it 03/04/2009 14:54:25
è passato un anno e ancora mi capita di aspettare che tu passi per raccontarmi del tuo nuovo progetto, per farmi leggere una poesia, per ritoccare il tuo curriculum o farmi vedere orgoglioso il tuo dvd. Mi capita che mi manchino le tue battute sempre in bilico tra la tenerezza e la canzonatura, le tue eterne indecisioni, le tue incazzature contro i tuoi personali mulini, tu che sei stato un po' Don Chisciotte e un po' Che, e San Giorgio e Francesco e Lupo...
Ci manchi, manchi a tutti quelli che hanno saputo vedere quello che c'era dietro la tua maschera tragicomica.
Arturo Fabra fanraster(at)gmail(dot)com 03/04/2009 09:02:08
La presenza di Lucio resta anche e soprattutto nella sua assenza. Se non fosse stato per lui non avrei mai imparato ad apprezzare la cinematografia indiana, e poi, gli scherzi giocati a Maria Giulia... queste cose non si dimenticano.
Un saluto

Arturo
 
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